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martedì, Agosto 9, 2022

Decretato lo stato di emergenza in 5 Regioni devastate dalla siccità

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AGI – Lo stato di emergenza deliberato questo pomeriggio dal Consiglio dei ministeri per fronteggiare il deficit idrico nei territori delle Regioni e delle Province Autonome ricadenti nei bacini distrettuali del Po e delle Alpi orientali, per le regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto resterà in fino vigore al 31 dicembre 2022 ed “è volto a fronteggiare con mezzi e poteri straordinari la situazione in atto, con interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche”. È quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

Per far fronte ai primi interventi sono stati stanziati 36.500.000 euro a carico del Fondo per le emergenze nazionali, così ripartiti: 10,9 mln alla Regione Emilia Romagna; 4,2 mln alla Regione Friuli Venezia Giulia; 9 mln alla Regione Lombardia; 7,6 mln alla Regione Piemonte; 4,8 mln alla Regione Veneto.

“Le Regioni finora hanno fatto un ottimo lavoro e il confronto in Conferenza va avanti, ma crisi idrica impone un intervento nazionale. Abbiamo il dovere di affrontare la mancanza di acqua con grande realismo, evitando di nuove divisioni tra territori o tra interessi diversi “, ha commentato Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie. “Servono – spiega – soluzioni immediate, a partire dalla priorità di garantire acqua potabile a tutti i cittadini, senza dimenticare però il comparto agricolo. Abbiamo il dovere di salvaguardare i raccolti, le aziende, i sacrifici di una vita di tanti agricoltori e italiani Cogliamo quindi l’ opportunità del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza anche per affrontare il tema della gestione dell’acqua in modo strutturale Nel Piano – Gel ricordaimini – sono previsti 2 miliardi e 800 milioni di euro per interventi al sistema di distribuzione delle acque, per la riparazione e l ‘ammodernamento delle reti idriche, ma anche investimenti sui sistemi irrigui per garantire all’agroalimentare una maggiore e più costante di responsabilità di acqua. Sarà fondamentale dotarsi di un sistema di avanzato monitoraggio e previsione, utile per mitigare e gestire meglio il rischio idrogeologico. Tutto questo ci permetterà di salvare più la risorsa idrica di cui disponiamo e di rendere il Paese resiliente ai cambiamenti climatici, proteggendo la natura e le biodiversità”, concludono.

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