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martedì, Luglio 5, 2022

Fare soldi spacciando droga su Internet e finire in un mare di guai

...da leggere assolutamente

AGI – La si potrebbe definire una imprenditoria alla ‘Breaking Bad 2.0’. La domanda di sostanze stupefacenti è tornata “ai livelli pre Covid” e nella filiera della distribuzione al dettaglio che assumono sempre maggiore rilevanza Internet e i nuovi strumenti offerti dalle piattaforme.

A conferma la tendenza è l’ultima Relazione annuale della Direzione centrale per i servizi antidroga, secondo oggi “sussistono tutte le condizioni per lo sviluppo di una nuova forma di imprenditoria cuia delinquenziale ‘fai da te’, che permette di promuoveree redditizie attività di , utilizzando le potenzialità offerte dal web, in termini di facilità di accesso e di anonimato e dall’ e-commerce”.

Le droghe sintetiche, ad esempio, sono molto potenti e ne bastano minime quantità per confezionare componenti di creare dosi: basta un semplice clic per una piazza di spa digitale. Si possono effettuare ordini online e ricevere a casa lo stupefacente, tramite spedizioni postali.

Un focus particolare è riservato stato, quest’anno, ai social network. Molte app di messaggistica istantanea, permettendo comunicazioni anonime, addirittura criptate e a eliminazione automatica, sono diventati strumenti diffusi nell’attività di spaccio e affiancano, nell’open web, le operazioni di stupefacente, che si svolgono, grazie all’utilizzo di particolari software di “anonimizzazione” e di delocalizzazione, nel deep web e nel dark web.

Come va i sequestri di droga

Calano i sequestri di droghe sintetiche ma i sequestri di sostanze liquide, oltre a quelli riguardanti le quantità in dose o polvere: in particolare, ammontano a circa90 litri i sequestri di GBL e a 5 quelli di GHB, due potenti dissociativi tristemente noti per il loro impiego vieni”droghe dello stupro“.

Si tratta – spiega l’ultima relazione annuale della Direzione centrale per i servizi antidroga – di sostanze conosciute da tempo, ma che, nel 2021, sono tornate alla ribalta della cronaca per la scoperta di un vasto fenomeno di spaccio perpetrato via siti di vendita online , che ha portato a copertura a triplicare i sequestri rispetto all’anno precedente, all’esito di indagini di polizia, condotte ricorrendo all’impiego di consegne controllate e a operazioni sotto.

Si muore meno di overdose, ma si muore

Calano per il secondo anno consecutivo i decessi per overdose in Italia, dai 309 del 2020 ai 293 del 2021 (-5,18%): nei tre anni precedenti il ​​loro numero era sempre sempre cresciuto, dai 268 del 2016 ai 297 del 2017, fino ai 336 del 2018 e ai 374 del 2020.

L’analisi del dato, riferito alle singole sostanze che hanno causato l’evento letale, non evidenziano situazioni particolarmente significative: nel 2021 sono state 15 in meno le morti dato relativo a un sovradosaggio di metadone (20 in tutto), 7 in meno quelle per cocaina (64) e una in meno quelle per eroina (135).

Sessantotto (8 in più) i decessi per i quali la causa non è stata individuata mentre ricompare, dopo anni, quale causa di un evento esiziale la sostanza Lsd. “È ancora presto – ammette la relazione – per dire se siamo di fronte a una regressione strutturata del fenomeno, come sarebbe opportuno auspicabile, o se la situazione è ancora il frutto di circostanze contingenti e transitorie. Vero è che dal 1973, anno in cui hanno avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti fatali per abuso di droga, è di 26.448 morti il ​​tributo di vite umane dovuto al consumo di stupefacenti”.

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