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martedì, Agosto 9, 2022

Moody’s abbassa l’outlook a negativo e il Mef replica: “Decisione opinabile”

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AGI – L’agenzia Moody’s ha comunicato la variazione dell’outlook per il rating sovrano assegnato all’Italia da “stabile” a “negativo”.

Moody’s ha confermato il rating a Baa3 ma indica tre motivi della revisione dell’outlook: i rischi per il profilo di credito dell’Italia a causa dell’impatto economico dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e degli sviluppi politici interni.

Secondo l’agenzia, vi sono rischi maggiori che il contesto politico ostacoli l’attuazione delle riforme strutturali, comprese quelle contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Inoltre, aumenta il rischio che i problemi di approvvigionamento energetico debolescano le prospettive economiche; infine, vi è il rischio che la solidità fiscale dell’Italia sia ulteriormente indebolita da una crescita lenta, da costi di finanziamento più elevati e da una disciplina fiscale più debole.

Fine governo Draghi e voto aumenta incertezza

“La fine del governo Draghi il 21 luglio e le elezioni anticipate del 25 settembre 2022 (anticipate dalla primavera 2023) aumenta l’incertezza politica e programmatica in un contesto economico e di mercato difficile”. E’ una delle motivazioni fornite da Moody’s per la decisione di rivedere al ribasso l’outlook sul rating dell’Italia. Il governo uscente – sostiene l’agenzia – ha compiuto progressi significativi nel rispettare pienamente e puntualmente le tappe e gli obiettivi contenuti nel Pnrr dell’Italia, richiedendo due rate per un totale di 42 miliardi di euro, pari al 2,4% del PIL (oltre al prefinanziamento erogato nell’agosto 2021 per un valore di 25 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL). Tuttavia, è probabile che le elezioni anticipano il raggiungimento di alcune tappe e obiettivi che dovrebbero essere entro la fine del 2022; questi risultati sono necessari per ottenere l’accesso alla prossima tranche di finanziamenti, che ammonta a 19 miliardi di euro (1,0% del PIL). Secondo Moody’s, “esiste inoltre il rischio concreto che anche le tappe e gli obiettivi per previsti il ​​2023 possono subire subito ritardi”.

La replica del ministero dell’Economia

Immediata, la reazione del governo italiano.”Sebbene il peggioramento dell’outlook, come noto, non anticipi necessariamente un imminente abbassamento del rating e segnali semmai una fase di monitoraggio che perdurare anche per molti mesi la decisione appare opinabile”. Lo afferma il ministero dell’Economia in una nota.

“Pur in un momento di rallentamento congiunturale e di tensioni geopolitiche a livello internazionale, accompagnato dall’incertezza relativa alle elezioni politiche del 25 settembre – prosegue il Mef – le condizioni economiche dell’Italia non giustificano tale orientamento”.

“Superata la fase più acuta della crisi economica causata dalla pandemia – fa notare il Mef – l’Italia ha conseguito tassi di crescita del PIL fra i più elevati dell’Unione Europea. Dopo il 6,6 per cento registrati lo anno la crescita annuale acquisita del PIL per il 2022 è pari al 3,4 per cento superiore alle previsioni elaborate in aprile nel DEF. fabbisogno del settore statale è stato pari a 34,4 miliardi, in miglioramento di circa 45 rispetto allo stesso periodo del 2021; è fortemente ridotto anche al netto delle sovvenzioni della Recovery and Resilience Facility (10 miliardi). 5 punti percentuali nel 2021, al 150,8 per cento, anche quest’anno il rapporto debito/PIL è atteso diminuire in misura significativa”.

“A ciò – proseguire il ministero – si aggiungono l’avanzamento nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (tutti gli obiettivi sono stati investimenti finora raggiunti, inclusi quelli riguardanti le riforme), l’andamento degli fissi lordi (cresciuti nel 17 per cento nel 2021 e del 13 per cento nel primo trimestre dell’anno rispetto al primo trimestre 2021. Quest’ultima dinamica dovrebbe confermare anche nel secondo trimestre), l’evoluzione del mercato del lavoro (l’occupazione in giugno segna un aumento dell ’18 per cento rispetto all’anno precedente), i progressi nel raggiungimento della sicurezza energetica del Paese di raggiungimento della percentuale di stoccaggio delle riserve gas naturale ha raggiunto il 74 per cento e continua a crescere regolarmente. Nella giornata di ieri il Governo è nuovamente intervenuto per calmierare il costo dell’energia per imprese e e per sostenere le fasce più deboli della popolazione – senza cambiare l’obiettivo di disavanzo pubbli co fissato dal DEF per il 2022”.

“L’elevato livello del debito del pubblico italiano a confronto con altri paesi è già pienamente riflesso nel rating assegnato all’Italia da Moody’s. Inoltre, il miglioramento delle aspettative economiche segnalato dalle indagini congiunturali di luglio accomuna tutte le economie avanzate.

Riguardo ai fattori politici, le elezioni anticipate non costituiscono un’anomalia nel contesto delle democrazie europee. Restiamo fiduciosi – conclude il Mef – che l’attuazione del PNRR, politiche di rilancio degli investimenti strategia e dell’innovazione e della sicurezza energetica continua delle modalità spedite dopo le elezioni”.

Moody’s stima debito a 145% del Pil

Il debito dell’Italia continuerà a diminuire nel 2022 grazie alla forte crescita e alla riduzione del deficit. Sono le stime di Moody’s, secondo cui il rapporto debito/PIL si attesterà al 145%, in calo rispetto al 151% del 2021, ma superiore di circa 11 punti percentuali rispetto a prima della pandemia. Il debito – sottolinea l’agenzia di rating, che ha rivisto al ribasso l’outlook dell’Italia – diminuirà ulteriormente nel 2023 e si stabilizzerà al di sotto del 143% del PIL in seguito, a causa del rallentamento della crescita nominale e dei maggiori pagamenti di interessi.

Impatto energia, bene diversificazione

La significativa dipendenza energetica dal gas espone l’Italia a ulteriori tagli delle forniture dalla Russia e un aumento dei prezzi dell’energia. Lo sottolinea Moody’s nello spiegare la revisione dell’outlook del rating. L’agenzia sottolinea però anche gli sforzi significativi fatti dall’Italia per diversificare le forniture di gas e la posizione migliore rispetto ad altri Paesi europei.

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